Come funziona un freno pneumatico nel settore del converting?

Pneumatic brake

Un freno pneumatico è un componente utilizzato nelle linee di converting per generare una coppia frenante controllata durante lo svolgimento del materiale. Il suo compito principale è contribuire al controllo della tensione del nastro, mantenendo il processo stabile, preciso e ripetibile.

Che cos'è un freno pneumatico e a cosa serve?

Un freno pneumatico è un sistema di tensionamento in cui un circuito di aria compressa attiva pistoni e organi frenanti per generare una coppia frenante controllata su una bobina in movimento. Nelle applicazioni del converting, il suo compito principale è contribuire al controllo della tensione del materiale durante lo svolgimento, mantenendo il processo stabile, preciso e ripetibile anche quando cambiano diametro bobina, velocità di linea o condizioni di processo.

Per questo il freno pneumatico non svolge una semplice funzione di rallentamento, ma lavora come parte integrante di un sistema di controllo della tensione. Il suo ruolo è trasferire la corretta coppia frenante al processo, in modo da mantenere il materiale sempre nelle condizioni ottimali di lavoro.

A differenza dei freni pneumatici utilizzati in altri settori, come l’automotive, i freni pneumatici industriali per il converting devono lavorare in continuo su una bobina, garantendo una frenatura stabile nel tempo e una risposta affidabile alle variazioni del processo.

Perché viene utilizzato nelle applicazioni del converting?

Controllare la tensione durante la trasformazione di un materiale svolto da bobina è fondamentale per garantire stabilità, precisione e continuità di produzione. Ogni materiale presenta caratteristiche fisiche specifiche e reagisce in modo diverso alle condizioni di lavoro della macchina. Per questo la tensione non può essere lasciata al caso.

Un freno pneumatico viene utilizzato proprio perché permette di generare e regolare la coppia frenante necessaria a mantenere il materiale sotto controllo durante lo svolgimento. Se la frenatura non è corretta, la tensione diventa instabile e l’intero processo ne risente.

Un controllo tensione efficace aiuta infatti a prevenire: instabilità del materiale, grinze, allungamenti, difetti di avvolgimento e più in generale ridurre scarti di produzione e fermi macchina.

Quando la tensione è stabile e affidabile, il materiale si comporta in modo più prevedibile lungo tutta la linea. Questo si traduce in una migliore qualità del processo, in lavorazioni più precise e in una maggiore efficienza dell’impianto.

Componenti di un freno pneumatico

Un freno pneumatico è composto da diversi elementi che lavorano insieme per generare la coppia frenante necessaria al controllo della tensione.

  • Circuito di aria compressa: Serve ad attivare il sistema frenante e può essere gestito manualmente oppure automaticamente tramite un sistema di regolazione della tensione.
  • Pistoni: Vengono attivati dalla pressione dell’aria compressa e trasformano questa energia in una forza meccanica che spinge le pastiglie contro il disco.
  • Pastiglie: Sono realizzate in materiale d’attrito e, una volta spinte dai pistoni, entrano in contatto con le superfici frenanti del disco per generare la coppia.
  • Disco: È collegato all’asse dello svolgitore e viene rallentato dall’attrito prodotto dal contatto con le pastiglie.
  • Ventilazione: Per aumentare la capacità di dissipazione termica, il freno può essere dotato di un ventilatore interno o esterno, a seconda della configurazione.
  • Struttura del freno: La carcassa o struttura portante del gruppo frenante deve essere progettata per garantire robustezza e massimizzare lo scambio termico.
Pneumatic brake components

Come funziona un freno pneumatico?

Un freno pneumatico entra in funzione quando viene attivato il circuito di aria compressa. La pressione pneumatica agisce sulla sezione frontale del pistone e genera una spinta proporzionale alla pressione stessa.

Questa spinta porta le pastiglie, vincolate ai pistoni, a entrare in contatto con le piste frenanti del disco. Il materiale d’attrito delle pastiglie è progettato per garantire un coefficiente di attrito adeguato a generare la coppia frenante richiesta dal processo.

Il principio di funzionamento può quindi essere riassunto così:
pressione pneumatica → forza di serraggio → attrito sul disco → coppia frenante

Modulando la pressione pneumatica, è possibile regolare la coppia frenante e quindi influenzare la tensione del materiale da processare.

Fp (forza pistone) = P [bar] x Ap [mm2] = [N]
Ft (forza tangenziale) = Fp [N] x µd = [N]
C (coppia frenante) = Ft [N] x b [m] = [Nm]

P = Pressione    |    Ap = Area pistone    |    µd = coefficiente di attrito dinamico    |    b = braccio: distanza tra centro di spinta del pistone e asse del freno

Nei sistemi automatici di controllo tensione, composti per esempio da celle di carico e regolatori, la coppia frenante viene gestita in modo dinamico in funzione delle condizioni di linea. In questo modo il sistema può adattarsi alle variazioni di diametro, velocità o materiale, mantenendo una tensione quanto più possibile stabile e ottimale.

Quali caratteristiche cercare in un freno pneumatico per ottenere una buona tensione?

Perché un freno pneumatico lavori in modo davvero efficace in un impianto di converting, è importante valutarne alcune caratteristiche fondamentali. La qualità del controllo tensione dipende infatti non solo dal principio di funzionamento, ma anche dalla qualità con cui il freno riesce a generare e mantenere la coppia frenante richiesta.

Stabilità e linearità della coppia: Il freno deve essere in grado di erogare una coppia stabile e lineare nel tempo. Attriti meccanici interni, giochi costruttivi o soluzioni poco ottimizzate possono generare oscillazioni nella coppia e quindi una tensione meno precisa.

Dissipazione del calore: Durante il lavoro continuo, il freno trasforma energia in calore. Una dissipazione termica efficiente è essenziale per mantenere prestazioni costanti e, in molti casi, consente di utilizzare soluzioni più compatte anche in applicazioni con potenze elevate da dissipare.

Adattabilità alla coppia richiesta: Uno stesso impianto può lavorare materiali diversi e operare in condizioni differenti. Il freno deve quindi potersi adattare alla coppia frenante richiesta nelle varie situazioni di lavoro.

Affidabilità nel tempo: Nel converting, il freno pneumatico lavora spesso in continuo. Per garantire prestazioni costanti nel tempo, tutti i componenti devono essere progettati per resistere all’usura e mantenere il comportamento richiesto anche dopo molte ore di esercizio.

Facilità di integrazione: È importante valutare anche quanto sia semplice integrare il freno su uno svolgitore esistente o in una nuova macchina. Dimensioni, fissaggio e compatibilità con il sistema di controllo incidono direttamente sul progetto.

Manutenzione: Poiché si tratta di un sistema frenante soggetto a lavoro continuo, la manutenzione è un tema centrale. È quindi utile scegliere freni che offrano buona durata dei componenti e interventi manutentivi semplici e rapidi.

Robustezza: Date le masse in gioco, i carichi di lavoro e gli ambienti industriali in cui operano, i freni pneumatici devono essere robusti e resistenti, anche in presenza di urti o condizioni di lavoro gravose.

Quali freni esistono in ambito industriale

Nel settore industriale esistono diverse tecnologie frenanti, ognuna con caratteristiche specifiche e ambiti di impiego differenti.

  • Freni elettromagnetici: Sono spesso utilizzati in applicazioni con basse coppie e dissipazioni contenute, oppure in contesti in cui non sono ammesse dispersioni di polveri.
  • Freni idraulici: Sono sistemi più complessi dal punto di vista della gestione e della manutenzione e oggi risultano poco diffusi nel converting.
  • Freni a correnti parassite o di Foucault: Generano una forza frenante senza contatto fisico, sfruttando campi magnetici e correnti indotte. Sono soluzioni particolari, utilizzate in applicazioni specifiche.
  • Sistemi manuali a cinghia: Oggi sono sostanzialmente superati nel converting moderno, dove sono richiesti maggiore precisione, stabilità e automazione.

In questo contesto, il freno pneumatico continua a essere una delle soluzioni più diffuse e affidabili per il controllo della tensione su svolgitore.

Dove viene utilizzato e quali vantaggi porta?

Il freno pneumatico viene utilizzato in tutte le applicazioni in cui una bobina di materiale deve essere svolta in modo controllato.

In particolare, trova impiego sugli svolgitori di:

In tutti questi impianti, i vantaggi che un freno pneumatico porta al processo sono molto concreti:

  • tensione più stabile del materiale da processare;
  • aumento della qualità del prodotto finale;
  • riduzione degli scarti;
  • possibilità di aumentare la velocità di linea;
  • maggiore continuità di lavoro e minori fermi non programmati.

In altre parole, un freno pneumatico ben dimensionato e ben integrato contribuisce direttamente all’efficienza complessiva dell’impianto.

Soluzioni Re per i freni pneumatici

Re, dal 1974, sviluppa freni pneumatici mono-disco progettati per le applicazioni del converting, con particolare attenzione alla stabilità della coppia, alla dissipazione del calore e alla continuità di lavoro.

All’interno della gamma Re, Combiflex è il freno pneumatico nato nel 1980 che rappresenta il riferimento dell’industria ed è utilizzato da tutti i maggiori OEM. È  un esempio concreto di freno pneumatico progettato per rispondere alle esigenze di controllo tensione nelle linee di trasformazione dei materiali e deve il suo successo alla modularità del sistema e la disponibilità di diverse configurazioni che permettono di adattare il freno alle diverse esigenze applicative.

Performance senza eguali per coppia e dissipazione, rispetto per l’ambiente, disponibilità di un’ampia gamma e solidità sono solo alcune caratteristiche che hanno portato il freno pneumatico Combiflex ad essere l’eccellenza del mercato.

Combiflex freno pneumatico

F.A.Q.

Un freno pneumatico serve a generare una coppia frenante controllata durante lo svolgimento del materiale da una bobina. Il suo ruolo principale è contribuire al controllo della tensione del nastro e alla stabilità del processo.

Funziona tramite un circuito di aria compressa che attiva i pistoni del sistema frenante. I pistoni spingono le pastiglie contro il disco e generano, attraverso l’attrito, la coppia frenante necessaria al processo.

Perché la coppia frenante generata dal freno influenza direttamente la tensione del materiale durante lo svolgimento. Una frenatura stabile aiuta a mantenere una tensione più regolare e un processo più preciso.

Deve offrire coppia stabile e lineare, buona dissipazione del calore, affidabilità nel tempo, adattabilità alle diverse condizioni di lavoro, facilità di integrazione e manutenzione semplice.

Viene utilizzato principalmente sugli svolgitori di macchine da stampa, linee per packaging flessibile, etichette, carta, cartone ondulato, taglierine ribobinatrici, laminatrici e altri impianti reel-to-reel.

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